Val Bavona, Fontana - Bosco - Mondada

Il progetto sviluppato per i nuclei di Fontana, Bosco e Mondada, in Val Bavona, rappresenta il primo momento del semestre, con l’obiettivo di creare un masterplan incentrato su robustezza e stabilità. Questo lavoro mira a mettere in sicurezza il territorio, colpito da una frana, attraverso la realizzazione di una strada, un ponte e valli di protezione. L’analisi del tratto autostradale Chiasso-San Gottardo progettato da Mario Tami ha fornito le basi metodologiche per definire linee guida, materiali e regole di disegno. Il cemento armato, combinato con elementi in pietra, costituisce il materiale principale, mentre le forme seguono geometrie rette e angoli di 30°, garantendo unità visiva e armonia con il paesaggio.

La strada, progettata per integrarsi nel contesto naturale, pone enfasi sull’orizzontalità e riduce al minimo l’impatto visivo grazie all’interramento e all’uso di muri di controripa in pietra a secco. I portali in calcestruzzo si raccordano alla topografia, con forme scultoree che definiscono il passaggio tra natura e infrastruttura. La sezione stradale adotta una trave inclinata che consente una maggiore distanza tra pilastri, caratterizzati da una combinazione di forme diagonali interne e verticali esterne. Sopra la strada è stato previsto un camminamento delimitato da un muro in pietra, che non solo contribuisce alla sicurezza, ma evidenzia visivamente la grandezza dell’infrastruttura.

Il ponte si sviluppa per 60 metri con una struttura arcuata in cemento armato, scelta per garantire solidità e coerenza formale. Le spalle, in aggetto verso il vuoto, sono realizzate in calcestruzzo e segnano il passaggio da un lato all’altro con una transizione visiva tra i materiali: lastre in pietra per il percorso pedonale e il parapetto, e calcestruzzo per il corpo del ponte. L’arco, con una freccia centrale di circa 4 metri, conferisce leggerezza visiva al ponte, nonostante la sua massa. La sezione si assottiglia gradualmente verso il centro, accentuando l’idea di un elemento effimero che si fonde con il paesaggio. Il progetto riesce così a bilanciare solidità strutturale, sensibilità paesaggistica e continuità culturale, integrandosi nel territorio senza comprometterne l’identità.

Val Bavona, Fontana - Bosco - Mondada

The project developed for the cores of Fontana, Bosco and Mondada, in Val Bavona, represents the first moment of the semester, with the goal of creating a master plan focused on robustness and stability. This work aims to secure the area, affected by a landslide, through the construction of a road, bridge and protection valleys. The analysis of the Chiasso-San Gottardo highway section designed by Mario Tami provided the methodological basis to define guidelines, materials and design rules. Reinforced concrete, combined with stone elements, constitutes the main material, while the shapes follow straight geometries and 30° angles, ensuring visual unity and harmony with the landscape.

The road, designed to blend into the natural surroundings, places emphasis on horizontality and minimizes visual impact through burial and the use of dry-stone counter walls. Concrete portals connect to the topography, with sculptural forms defining the transition between nature and infrastructure. The road section adopts a sloping beam that allows greater spacing between pillars, characterized by a combination of internal diagonal and external vertical forms. Above the road is a walkway bordered by a stone wall, which not only contributes to safety but also visually highlights the grandeur of the infrastructure.

The bridge spans 60 meters with an arched concrete structure, chosen to ensure solidity and formal coherence. The abutments, projecting toward the void, are made of concrete and mark the transition from one side to the other with a visual transition between materials: stone slabs for the pedestrian path and parapet, and concrete for the body of the bridge. The arch, with a central arrow of about 4 meters, gives visual lightness to the bridge despite its mass. The section gradually tapers toward the center, accentuating the idea of an ephemeral element that blends into the landscape. In this way, the project succeeds in balancing structural solidity, landscape sensitivity and cultural continuity, blending into the landscape without compromising its identity.

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